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Arrivato rotto in Cile lo specchio del telescopio VST


L'apparecchiatura è stata progettata a Napoli all'Osservatorio di Capodimonte e servirà come 'puntatore' del grande complesso Very Large Telescope che l'Europa ha realizzato sulle Ande
Progettato a Napoli e realizzato in Russia, lo specchio primario del telescopio VST (VLT Survey Telescope) è arrivato in frantumi all'European Southern Observatory (ESO) che l'Europa possiede in Cile sul Cerro Paranal.

L'evento della distruzione dello specchio è stato accertato lo scorso maggio, ma la notizia si è appresa solo ora al di fuori dell'ambiente con un articolo che Massimo Capaccioli, ordinario di astronomia all'Università Federico II di Napoli, ha pubblicato sul nuovo mensile 'Le Stelle' diretto da Margherita Hack e Corrado Lamberti. Oltre ad essere anche il direttore dell'Osservatorio di Capodimonte, Capaccioli è uno degli artefici del progetto VST. Il telescopio progettato all'Osservatorio di Capodimonte è destinato a funzionare come 'survey' per i quattro grandi telescopi europei del VLT (Very Large Telescope) che hanno specchi di otto metri di diametro e costituiscono oggi la più grande installazione al mondo per l'astronomia con osservazione da Terra. La funzione di 'survey' costituisce nell'osservazione sistematica indirizzata non ad un singolo oggetto, ma ad una intera famiglia, oppure a vaste aree di cielo.

Il telescopio (nella foto) doveva inizialmente essere installato in Basilicata, nella stazione di osservazione di Toppo di Castelgrande ed era stato quindi battezzato TT2 (Toppo Telescope 2). Poi il progetto fu offerto all'ESO (in cambio di tempo di osservazione con uno dei grandi telescopi VLT) e cambiò anche il nome in VLT (con una sorta di gioco di acronoimo che potrebbe anche significare Very Small Telescope, in contrapposizione ai VLT con i quali lo strumento condividerà il sito andino).


Il telescopio impiegherà uno specchio primario sottile del diametro di 262 centimetri e uno secondario da 90 centimetri. I due specchi sono stati costruiti vicino Mosca dalla Lytkarino Optical Glass Factory (LZOS) e consegnati nel settembre 2001. Entrambi, racconta Capaccioli, aveveno imballi speciali capaci di attutire anche urti violenti (secondo i tecnici LZOS, 'anche l'atterraggio di un aereo privo di carrello', così come assicurato per le forniture militari all'epoca dell'Urss). Le casse furono spedite via mare da Amburgo al posrto cileno di Antofagasta dove però all'arrivo apparivano seriamente danneggiate, segno di un possibile incidente in uno degli scali intermedi. Un violento urto era infatti segnalato anche da un apposito sensore posto sull'imballo, una sorta di etichetta che vira verso un rosso sempre più carico se sottoposta ad accelerazioni. Fatto sta che all'apertura della cassa, il grande specchio circolare è apparso totalmente in frantumi.

Lo stesso giorno, prosegue Capaccioli, sono state avviate le procedure per ordinare un altro specchio identico allo stesso fabbricante russo che spera di realizzarlo per la fine del 2003. In tal modo potrebbe essere recuperato il ritardo e rispettare la data prevista della primavera del 2004 per l'entrata in servizio del VST.
12 novembre 2002



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