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L'Italia consegna alla Nasa il secondo 'nodo' della Stazione


Il grosso modulo destinato al collegamento dei componenti principali della ISS è stato realizzato a Torino dalla Alenia Aerospazio. Venerdì 30 maggio è partito per gli Usa con l'aereo cargo Beluga
Uno dei particolari più indispensabili per realizzare la struttura del complesso orbitale sono frutto della capacità industriale italiana. Quello consegnato è il secondo di tre 'nodi'. Si tratta di tre grossi cilindri di 4,6 metri di diametro, lunghi 7 metri, con una massa di 14 tonnellate e forniti di sei portelloni per agganciare i vari componenti della Stazione e consentire il passaggio degli astronauti dall'uno all'altro. Potranno accogliere il laboratorio americano, quello europeo Columbus, quello giapponese JEM, ed i moduli logistici MPLM per il trasporto di materiali. Dei tre nodi previsti, due sono realizzati dall'Europa in cambio della messa in orbita del laboratorio Columbus da parte di uno shuttle Usa. I 'nodi' 2 e 3 sono realizzati dalla Alenia di Torino.

Il primo nodo di interconnessione denominato Unity (unità), è stato portato in orbita a maggio 1999 con lo shuttle Endeavour ed è stato realizzato negli Usa dalla Boeing. Il 'nodo' numero 3, l'ultimo ad essere installato, sarà destinato ad una futura evoluzione della Stazione. Oltre al collegamento fra i moduli, i 'nodi' ospiteranno un gran numero di apparecchiature e, quando necessario, anche membri dell'equipaggio.

Il contratto per la costruzione dei due nodi 'italiani' ha un valore di 40 milioni di euro, ma in cambio l'Europa non dovrà pagare il lancio del Columbus che avverrà con una missione shuttle. La realizzazione dei due 'nodi' è iniziata nel '98.
11 giugno 2003



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