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Un pacemaker più efficace contro lo scompenso cardiaco


Il nuovo dispositivo, che incorpora anche un piccolo defibrillatore, consente di ridurre la mortalità del 40 per cento e dei ricoveri del 20 per cento
Uno speciale pacemaker, più piccolo di un moderno cellulare e del peso di circa 80 grammi riesce a ridurre del 43% la mortalità dei pazienti colpiti dallo scompenso cardiaco, una malattia si cui soffrono oltre un milione di italiani, con 150.000 ricoveri ogni anno. I dati sull'efficacia del nuovo pacemaker sono stati presentati nel convegno sulle malattie cardiovascolari svoltosi nei giorni scorsi a Napoli.

Dallo studio Companion (Comparison of Medical Therapy, Pacing, and Defibrillation in Chronic Heart Failure), condotto su 1.600 pazienti con scompenso cardiaco, è emerso che il nuovo pacemaker ha ridotto del 43% la mortalità totale e del 20% le ospedalizzazioni rispetto al trattamento con la sola terapia farmacologica.

'Il nuovo dispositivo viene impiantato nel muscolo pettorale del paziente ed è invisibile', ha osservato l'aritmologo ed elettrofisiologo interventista Fernando Coltorti, del laboratorio di Cardiologia Invasiva della Clinica Montevergine Mercogliano (Avellino), che ha organizzato il convegno. Il nuovo pacemaker, ha aggiunto, 'non ha solo una funzione di resincronizzazione del battito, come i normali pacemaker, ma è associato a un defibrillatore che controlla anche le eventuali aritmie, in particolare quelle ventricolari, che uccidono ogni anno in Italia almeno 20.000 persone'.

I risultati dello studio 'sono stati tanto eclatanti da indurre la commissione di controllo americana a sospendere in anticipo il confronto con la sola terapia farmacologica', ha rilevato il responsabile del reparto di Cardiologia Invasiva della clinica Montevergine Mercogliano, Paolo Rubino.

Lo scompenso cardiaco, di cui soffre oltre un milione di italiani, è l'affaticamento del cuore causato da pressione troppo alta, aterosclerosi, coronarie ostruite. è una malattia che in Italia aumenta al ritmo di 87.000 nuovi casi l'anno, pari a un incremento dell'incidenza dello 0,2% annuo. Questo valore aumenta ulteriormente nella popolazione di oltre 65 anni, nella quale la malattia colpisce circa 130 persone su 1.000. Il rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco, relativamente basso nelle persone giovani, raddoppia infatti per ogni decade, con un'alta frequenza di ricoveri. Fra i pazienti visitati per la prima volta negli ambulatori italiani specializzati nello scompenso delle divisioni di cardiologia, uno su quattro viene ospedalizzato o riospedalizzato entro un anno, e la cifra sale al 40% nei pazienti con uno scompenso medio-grave.
14 agosto 2003



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