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Una spruzzata per creare l'immunità dall'aids


Tra due anni potrebbe partire un test sull'uomo per sperimentare l'efficacia di un vaccino contro l'Aids da somministrare sotto forma di spray nasale
Uno spray contro contro l'Aids. Un progetto ambizioso quello annunciato al convegno internazionale di Erice dal professor Jorma Hinkula, docente dell' istituto di malattie infettive Karolinska di Stoccolma, ma che potrebbe prendere il via fra due anni con i primi test sull'uomo.

Lo spray, secondo quanto spiegato dallo studioso dovrà agire soprattutto sulle mucose per aumentare le difese immunitarie e bloccare l'entrata del virus dell'Aids. ''La scelta dello spray - spiega il professor Hinkula - è tutta racchiusa nella migliore capacità delle mucose nasali di assorbire il farmaco".

Ma non è la prima volta che gli studi su un possibile vaccino contro l' Aids prendono in considerazione l'ipotesi di utilizzare uno spray nasale. Una tecnica analoga è già stata sperimentata sugli scimpanzè in Usa nel '97 e successivamente in Canada, mentre un anno fa due immunologi italiani, Lucia Lopalco e Mario Clerici, hanno scoperto che proprio nelle mucose si trovano anticorpi in grado di proteggere dal virus dell' Aids; inoltre sarebbe possibile potenziare questi anticorpi protettivi (IgA) tramite un vaccino spray.

E la scelta delle mucose come bersaglio del vaccino non è casuale: un recente studio condotto fra l' Italia e gli Stati Uniti su un campione di persone a rischio, ha dimostrato che circa il 10% di omosessuali e prostitute non si infetta e che ''buona parte di questo 10% - afferma lo scienziato del Karolinska - presenta una buona immunità mucosale. Il vaccino spray entrerebbe in circolo attraverso il tessuto linfatico del naso, diffondendosi con maggiore efficacia nell' organismo".

L'annuncio dello svedese trova ben preparati gli scienziati milanesi del San Raffaele i quali lavorano da alcuni anni ad un progetto analogo. ''Le ricerche vanno avanti a passi rapidi - dice l'immunologa Lucia Lopalco ora impegnata nei primi test sui topi - e stanno dando risultati molto promettenti. Poi si passerà sulle scimmie e poi sull'uomo. Ma non prima di due anni ancora". Il candidato vaccino spray made in Italy, spiega Lopalco, utilizza alcune proteine dell'involucro del virus Hiv e una proteina che si chiama CCR5 che serve al virus per entrare nella cellula; ambedue le sostanze sono trasportate da navette virali non pericolose contenute nello spray.
09 ottobre 2003



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