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La Nasa fissa per il 15 maggio il lancio della Discovery


Dopo due anni di sosta forzata dei voli a causa del disastro della Columbia, l'ente spaziale americano ha stabilito una data per la ripresa delle missioni, ma già si parla di un rinvio
La Nasa ha fissato per il 15 maggio la data per il lancio della navetta Discovery, il primo shuttle pronto a tornare in orbita dopo oltre due anni di pausa nelle missioni spaziali in seguito al disastro del Columbia nel 2003. Un portavoce dell'agenzia spaziale americana, William Readdy, ha reso noto che la Nasa conta anche di eseguire un secondo lancio, quello dell'Atlantis, il 12 luglio. Il direttore dei lanci, Mike Leinbach, si è detto ottimista sul fatto che la Nasa riesca a rispettare la data del 15 maggio, nonostante ci siano ancora una serie di adempimenti da rispettare sul piano della sicurezza.

Ma l'ottimismo della Nasa sembra essere stato subito smentito a pochi giorni di distanza da Usa Today, il più diffuso quotidiano americano secondo cui la data del 15 maggio sarà verosimilmente rinviata. Il quotidiano sostiene infatti che i nuovi sensori, che dovrebbero rivelare eventuali problemi mentre la navetta è in volo, sono lungi dall'essere a punto. I responsabili della Nasa sostengono che tutti gli ostacoli verranno superati prima della data prevista del lancio, ma secondo il quotidiano i problemi da risolvere non sono pochi. Tra questi, Usa Today, citando ingegneri dello shuttle, segnala che i sensori non sono in grado di percepire piccolissime falle e che il software che gestirà il nuovo sistema di sicurezza deve ancora essere verificato da un'agenzia indipendente.

Il disastro della Columbia si verificò il primo febbraio 2003, quando la navetta si disintegrò al suo rientro nell'atmosfera, uccidendo tutti e sette i membri dell'equipaggio. Nella prima missione dopo questi due anni, gli astronauti della Discovery svolgeranno in orbita due test per verificare la fattibilità di un paio di metodi di riparazione delle protezioni della navetta. L'equipaggio cercherà di svolgere più compiti possibili durante la missione, compresa l'installazione di un nuovo giroscopio e di altri apparecchi sulla Stazione spaziale internazionale.

Il 25% del tempo della missione sarà dedicato ai test per la sicurezza, con la sperimentazione di due metodi di riparazione all'esterno della navetta: uno prevede di iniettare un collante per rimediare ad eventuali fratture nelle piastrelle protettive della navetta, l'altro si basa sull'uso di una vernice isolante.

La Nasa vuol essere sicura che d'ora in poi gli astronauti possano affrontare in orbita situazioni d'emergenza come quelle legate a danni e lesioni analoghe a quelle che condannarono il Columbia, colpito da materiale isolante del serbatoio esterno durante la fase di lancio da Cape Canaveral. Per questo i movimenti del braccio robotico sono stati riprogrammati per permettere ad una telecamera montata alla sua estremità di ispezionare qualsiasi punto della navetta e rilevare eventuali danni.

25 febbraio 2005



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