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Topi "arlecchino" per studiare le malattie genetiche


Un gruppo di biologi dell'università statunitense di Stanford ha ottenuto topolini in cui ciascun tessuto è fatto di cellule con differenze nel Dna dovute a mutazioni indotte ad hoc
Sono nati topolini "arlecchino", cioè animali con tessuti geneticamente diversi tra loro. Come riferito sulla rivista Cell, questi roditori "pezzati" aiuteranno la medicina a capire il ruolo dei geni in alcune malattie e il loro modo di funzionare in ciascun organo. Il lieto evento, che rivoluzionerà il lavoro di molti laboratori del mondo, si deve all'ideazione da parte dei ricercatori dell'ateneo di Stanford in California di un'elegante tecnica che permette di ottenere con estrema facilità cucciolate di topolini "mosaico", in cui ciascun tessuto è fatto di cellule con differenze nel Dna dovute a mutazioni indotte ad hoc dai ricercatori. I tessuti con il gene difettoso sono evidenziati da una colorazione fluorescente.
I mosaici si fanno da decenni sugli invertebrati ed hanno portato molti avanzamenti in genetica, spiega il leader del gruppo californiano Liqun Lou (nella foto con i suoi collaboratori), ma finora era stata opera ardua ottenere vertebrati mosaico, in particolare sui mammiferi. Avere questi topolini "pezzati" con estrema facilità è importantissimo data l'alta somiglianza genetica tra uomo e topo. ''Con questa tecnica, che si chiama 'Mosaic Analysis with Double Markers' (MADM), si può tenere in osservazione un piccolo set di cellule di interesse e studiare la funzione di un dato gene ad altissima risoluzione - ha dichiarato Lou - il nostro metodo può essere usato per studiare una varietà di tessuti, da quello cutaneo a quello cardiovascolare e nervoso".
Per studiare i geni coinvolti nelle malattie usando come modello sperimentale il topolino finora è stata largamente usata la tecnica di mettere ko il gene di interesse negli embrioni di roditori e vedere come si presentano e con quali disturbi i cuccioli nati. Ma questa tecnica è piuttosto grossolana quando si vuole osservare l'effetto di una mutazione in un singolo organo, oppure quando l'assenza del gene in tutte le cellule del corpo impedisce la sopravvivenza degli animali. Oggi raffinatissime metodologie genetiche sul moscerino della frutta, la Drosophila, permettono di giocare col Dna dell'insetto come fosse la pulsantiera di una centralina di comandi, spegnendo e accendendo geni a piacimento in un certo tessuto e in maniera reversibile in qualunque momento. Questo tipo di operazioni però nei topolini è rimasta tabù per molto tempo data la maggior complessità dell'organismo. I ricercatori hanno risolto il problema con la MADM che consiste nell'inserire il gene per la proteina fluorescente in cellule embrionali di topolini in modo tale che la fluorescenza si sviluppi solo nelle cellule con la mutazione nel gene di interesse. Con una tecnica simile, ad esempio, inattivando un gene oncosoppressore si può seguire attraverso la luce lo sviluppo di un tumore. Oppure si può eseguire una disanima dettagliata di complesse malattie degenerative e dello sviluppo dovute a difetti genetici. I ricercatori sono in procinto di brevettare la metodologia e di applicarla allo studio di alcune malattie.
08 agosto 2005



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