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La difesa della biodiversità riparte da talpe e lucertole


Tra le nuove proposte avanzate dalla Federparchi per tutelare le aree protette, anche quella di tenere in maggiore considerazione la difesa degli animali più piccoli
Talpe, ricci, rospi e lucertoloni al posto dei soliti stambecchi e orsi: la battaglia per contrastare la perdita della biodiversità nel 2006 potrebbe partire anche da nuovi testimonial, più piccoli e meno noti. ''Pochi sanno che insettivori, roditori e pipistrelli rappresentano da soli circa l'80% dei mammiferi.
Il mustiolo, ad esempio, un toporagno che pesa appena 1,5 grammi, è tra i più piccoli mammiferi al mondo e vive in Italia" -ha spiegato oggi Giovanni Amori, ricercatore del Cnr, in occasione del convegno nazionale organizzato da Federparchi "Aree protette e biodiversità. Countdown 2010: cinque anni per agire".

''A rischio sono specie uniche come la salamandrina, che si riproduce in un tratto d'acqua di appena venti metri, e per ora sopravvive nel parco dell'Insugherata a Roma - ha sottolineato Marco Bologna, professore all'Università di Roma Tre.
Poi c'è un rospetto, che esiste solo nel Belpaese, oppure un lucertolone nordafricano, lungo fino a 90 cm: il primo ha scelto come dimora una pozzanghera vicino alla strada, il secondo un'area tra un campo da golf e una discarica, in provincia di Imperia e Savona".
Segno che la partita per la tutela si gioca anche fuori dai parchi: aree speciali che fanno parte dei singoli ecosistemi, minacciati in tutto il globo da cambiamenti climatici, riscaldamento del pianeta, deforestazione, introduzione di specie aliene nel territorio. L'azione delle aree protette per la salvaguardia della biodiversità diventa quindi fondamentale.

I parchi italiani proteggono un patrimonio di 5.600 specie vegetali (50% delle specie europee, di cui 13% endemiche) e di più di 57.000 specie animali (56.168 invertebrati, 1.254 vertebrati, 93 mammiferi, 473 uccelli, 58 rettili, 38 anfibi, 473 pesci ossei, 73 cartilaginei) e hanno attivato vari progetti di reintroduzione e di salvaguardia di ambienti e specie naturali e animali a rischio estinzione a causa di attività insostenibili dell'uomo, speculazioni sul territorio, cambiamenti climatici e inquinamento.

''Federparchi ha istituito un gruppo di lavoro sulla biodiversità, con esperti e ricercatori, d'intesa con i parchi associati e altri interessati, per definire progetti per il Countdown 2010, un'alleanza di vari soggetti tra governi, settore privato, organizzazioni non governative e cittadini per fermare la conservazione della biodiversità paneuropea" ha annunciato Giuseppe Rossi, direttore di Federparchi.

"Tra i nodi da sciogliere c'è quello della PAC, la nuova politica agricola comune - ha spiegato Giampiero Sammuri, responsabile della Commissione biodiversità di Federparchi e presidente del parco della Maremma - che va inserita nel contesto ambientale e collaborare nella tutela delle specie. Bioindicatori come gli uccelli ci dicono che la perdita di biodiversità avviene proprio nelle zone agricole.
E direttive Ue come Habitat, del 1992 e Uccelli, del 1979, necessitano aggiornamenti continui che invece non vengono fatti". Censire le popolazioni con un database anche a livello di singolo parco, stabilire accordi a livello locale anche al di fuori dell'area protetta per tutelare i "corridoi ecologici" ed evitare la frammentazione degli interventi, sono invece alcune delle proposte di Marco Bologna, professore all'Università di Roma Tre.
L'obiettivo per tutti: salvare il patrimonio di biodiversità del Belpaese.

30 dicembre 2005



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